Domenica 19 maggio, presso il museo archeologico di Sant’Agata Mugello (FI) si è svolto, nell’ambito di Amico Museo, l’evento sull’Assedio di Montaccianico del 1306 cui ha partecipato un numeroso pubblico. Filippo Bellandi, con videoproiezione di suggestive immagini animate, ha illustrato le vicende dell’assedio (dislocazione delle truppe, fortificazioni dei fiorentini intorno al castello, schieramenti in campo, armi da assedio, ecc) fino alla distruzione totale del castello, resa difficilissima dalle sue ciclopiche dimensioni: mura dello spessore di oltre tre metri e di un’altezza di quindici- venti metri.

Poi Lorenzo Cammelli ha fatto un’interessante rassegna della reazione degli Ubaldini -dopo l’abbattimento dei Montaccianico del 1306 – che non si erano arresi a Firenze, che si riorganizzano e per settanta anni continuano -tra alti e bassi- a dare del filo da torcere a Firenze con azioni di guerriglia sull’Appennino, tra cui la distruzione per due volte della neonata Firenzuola.

In questo periodo di resistenza, gli Ubaldini fondano una serie di nuovi castelli. Sono state proiettate le spettacolari immagini delle loro posizioni strategiche, in genere su impervi rilievi alla confluenza di torrenti, come i castelli di Rocca Bruna, di Castellaccio della Colla (foto), ma anche delle Piagnòle e di Monte Coloreta, tutti nella valle del Santerno.

 E’ seguita  una dimostrazione di funzionamento del Trabucco (ricostruito in piccole dimensioni) cioè della macchina da assedio che scagliava pietroni a qualche centinaio di metri. Infine il pubblico ha potuto assistere alla dimostrazione di tiro della balestra, l’arma più letale del medioevo, a cura di Renzo Modi (ricostruttore tra l’altro dell’arma), Paolo Gucci e Roberto Dreoni, mentre il gruppo arcieri storici di Scarperia guidato da Paolo Baldini ha fatto vedere in azione  archi medievali di varia foggia, colpendo con grande maestria i bersagli.

L’Associazione Mu.S.A-Musei Sant’Agata, che ha organizzato l’evento, ringrazia tutti i collaboratori volontari e in particolare Paolo Gucci e Renzo Modi, infaticabili animatori delle attività didattiche in campo archeologico, e gli arcieri di Scarperia per la loro disponibilità.

Mu.S.A.-Musei Sant’Agata