Pieve facciata - Copia leggeraOrigini

Il consistente patrimonio artistico accumulatosi nei secoli presso la Pieve di S.Agata, fatto di tele e tavole dipinte, di terrecotte robbiane, di arredi e suppellettili sacri e di ex voto, insieme alle opere superstiti provenienti dalle varie chiese suffraganee circostanti – Montepoli, Lumena, S.Clemente, Cerliano e S.Gavino – andava tutelato e anche valorizzato e reso fruibile, in qualche caso dopo gli opportuni restauri.

A tal fine è nata l’idea di allestire la Raccolta di tali opere utilizzando come contenitore il cinquecentesco Oratorio di San Iacopo (1508) adiacente alla Pieve (nella foto accanto, sotto gli archi del loggiato).

L’Oratorio era in condizioni di abbandono da molti anni per cui furono necessari vari interventi di restauro: del tetto e delle travature, degli affreschi che contornano l’altare, della piccola sacrestia, di ridipintura delle pareti in parte marmorizzate e della panca lignea addossata alle pareti.

Naturalmente fu rifatto l’impianto di illuminazione funzionale all’esposizione e installato il prescritto impianto di allarme.

Percorso espositivo

Raccolta di Arte Sacra

Raccolta di Arte Sacra

L’esposizione accoglie pitture, sculture ed opere d’arte minore provenienti dalla pieve di Sant’Agata, uno dei più importanti edifici romanici della Toscana, e da tabernacoli e chiese del territorio.

Bicci di Lorenzo, Matrimonio mistico di S.Cateria di Alessandria

Bicci di Lorenzo, Matrimonio mistico di S.Caterina di Alessandria

Uno specifico apparato didattico aiuta la lettura” delle opere illustrandone il rapporto con il contesto territoriale e storico di provenienza.

Tra le opere principali: –  ”Matrimonio mistico di Santa Caterina
di Bicci di Lorenzo (1430),

- due Angeli oranti in terracotta smaltata di Andrea della Robbia 

 

Andrea della Robbia, Angeli adoranti (3)

A ”Madonna con Bambino e San Giovannino“, 

-Madonna con bambino e san Giovannino, terracotta policroma di Giovanni
della Robbia
(sec.XVI);

- una tavola del Maestro di Signa (sec. XV); – un “San Michele” del seicento fiorentino; – e l’unica opera conosciuta di NicholausMadonna col Bambino, San Gavino e San Miniato” del 1345.

Notevole è anche la tavola d’altare “Madonna col Bambino, San Jacopo e Sant’Agata della scuola di Rodolfo del Ghirlandaio.

Di recente acquisizione, proveniente dalla chiesa di San Lorenzo a Gabbiano, la tela di Jacopo Vignali, Madonna con bambino e santi, del 1632.

Jacopo Vignali, Madonna e santi

Jacopo Vignali, Madonna con bambino e santi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Croce astile del 1378, in rame dorato

Croce astile del 1378, in rame dorato

Nella piccola sacrestia sono raccolti gli arredi liturgici tra cui una importante e antica croce astile datata 1378. Il Cristo in bronzo fuso è riconducibile all’ambito di Andrea e Nicola Pisano. Quaranta anni più tardi, a questo Cristo crocifisso s’ispirerà il Ghiberti per il Crocifisso della sua formella della porta nord del Battistero.